foto e video CRITICAL MASS 26 Aprile 2008!

Ecco le foto e il video della prima CRITICAL MASS a Verona! Grande allegria e partecipazione: un successone! Ci vediamo tra un mese per la prossima CM!
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mercoledì 15 ottobre 2008

NO TENGO DINERO!




Il gruppo di Lettura sulla Decrescita è presente con ....udite udite.... la CICLOFFICINA POPOLARE 'SCATENATA' DI VERONA e un LABORATORIO DI AUTOPRODUZIONE!

sabato 27 settembre 2008

CRITICAL MASS 27 SETTEMBRE 2008

torna e ritorna la Critical Mass, perchè rinchiuso nell'abitacolo di un'auto sei tu solo, ma in bicicletta non puoi non incontrarti con gli altri!!!!!!!!!!!


CRITICAL MASS di Settembre
Sabato 27 Settembre ore 18 piazza Isolo

domenica 18 maggio 2008

Tutti pronti?

... la prossima Critical Mass sta per arrivare!

sabato 10 maggio 2008

Gruppo di Lettura del 7maggio 2008

Anche detto: il personale è politico e decrescente!

Caffe Letterario Libreria Rinascita versione estiva

Si parte riprendendo il tema dell’autoproduzione.
Notiamo che una delle critiche che vengono fatte è: ok l’autoproduzione, ma le materie per produrre l’autoprodotto, sono in realtà così decrescenti?
Cioè: io mi faccio il sapone in casa, ma ciò che mi serve –olio, soda caustica, contenitori di plastica- rientra in un’ottica decrescente, o non ho idea di chi li venda, chi li produca, da dove arrivino, etc etc…?
È chiaro che più la catena è pura, più la filiera è corta, più posso avere il controllo di ciò che produco, ma la discussione ci porta a pensare che forse non è poi nemmeno così indispensabile, per noi, in questo momento, avere tutto il controllo, ma piuttosto raggiungere il miglior compromesso possibile. Abbasso questa logica della perfezione, e arriba quella dei tentativi, degli errori corretti…
A questo punto sorge come un fulmine a ciel sereno una proposta: appuntiamoci individualmente per una settimana ogni minimo acquisto. Quanti soldi escono dalle nostre tasche? Dove li spendiamo?
Ci chiediamo se possa risultare valido come metodo per poter tenere sottocchio i nostri consumi, e per cominciare un processo di trasformazione delle nostre modalità d’acquisto che parta dalla nostra reale vita quotidiana. Magari qualcuno s’accorgerà di essere perfino troppo ‘parco’, e qualcun altro di poter autoprodurre quella cosa che finora ha comperato…

Quindi: lotta dura senza paura al consumismo e all’infelicità.
Vedremo come andrà giovedì prossimo…..
Appuntamento a Giovedi 15 Maggio ore 18.45!

sabato 19 aprile 2008

Critical Mass Verona

Un incontro spontaneo di CICLISTI...
...per riprenderci la STRADA

CRITICAL MASS

Sabato 26 aprile
ore 18.00
piazza Isolo

Porta con te tamburi, fischietti
aria nei polmoni e triccheballacche ...

NOI NON BLOCCHEREMO IL TRAFFICO
NOI SIAMO IL TRAFFICO

criticalmass.vr@gmail.com

venerdì 18 aprile 2008

Gruppo di Lettura del 17 Aprile 2008

Caffè letterario Libreria Rinascita

Letture capitolo 4 Pagine da 39 a 47 “Decrescita, lavoro e occupazione” del libro La Decrescita Felice di Maurizio Pallante. Editori Riuniti 2005


Questi i temi usciti durante il gruppo dopo la lettura del testo:
- focalizziamo l’attenzione sul tema della produzione di beni e di merci, e sul concetto che quanto più la nostra vita è finalizzata al produrre merci (cioè avere un’occupazione remunerata), tanto meno potrà dedicarsi alla produzione di beni (cioè autoproduzione e servizi autogestiti). E soprattutto ogni volta che siamo costrett@ all’acquisto di merci, siamo anche obbligat@ alla produzione di merci (ad avere un’occupazione retribuita) per poterle comprare………….. è un circolo vizioso!

Come ne possiamo uscire?
- la risposta che Pallante ci suggerisce in questo libro è: autoproduzione e servizi autogestiti.

Parlando di autoproduzione, la domanda che sorge quindi è: quanto, nella vita di tutti i giorni, possiamo dedicarci all’autoproduzione di beni?
- viene sottolineato che è senz’altro una scelta di come occupare il nostro tempo, e che diventa indispensabile alla sera piuttosto che guardare “un posto al sole” –alzi la mano chi lo fa!!!-, mettersi ad impastare il pane

La seconda domanda è: l’autoproduzione di beni, conviene a livello economico?
- forse si, o forse no. Sono molti i fattori da considerare. Certo è che sicuramente conviene a livello ambientale, a livello di soddisfazione personale e a livello qualitativo: so quello che produco, so con che sapone mi sto lavando, so cosa sto mangiando, etc etc.

Obiezione: non è detto che ci che io so fare sia di buona qualità –es: non chiamo l’idraulico e mi riparo i tubi da sol@… chi mi assicura che tra due settimana non mi ritrovo la casa allagata?-
- risulta quindi indispensabile lo scambio di saperi, il confronto con chi ne sa di più. Notiamo che una volta in più, da qualsiasi punto si parta parlando di decrescita economica, si finisce sulla crescita relazionale! Ma è una crescita selettiva?

Lasciamo in sospeso il quesito per il prossimo GdL: l’autoproduzione e lo scambio di saperi tra persone interessate alla decrescita fa diminuire le nostre relazioni con persone che NON sono interessate alla decrescita?

Appuntamento a Giovedì 24 ore 18.45…

giovedì 10 aprile 2008

CRITICAL MASS: linee guida

Critical Mass è un incontro casuale di ciclisti in un luogo concordato, non esiste un percorso stabilito, non esistono leader, non esistono regole, ma per una migliore riuscita dell'evento abbiamo individuato una serie di comportamenti che permettono alla Massa Critica di ottenere il massimo di visibilità e di attenzione, di creare consenso e di evitare incidenti di qualsiasi tipo.Si tratta di semplici indicazioni sempre suscettibili a critica e revisione.

La Critical Mass è aperta a tutti: non solo ai ciclisti. Sono benvenuti pattinatori, skaters, monopattini, pedoni...

· Il percoso di massima viene definito dal gruppo di testa per ragioni di viabilità o di psicogeografia. Il gruppo di testa è sempre estemporaneo e cambia continuamente durante il percorso: se si hanno idee di percorso si propongono durante il tragitto.
· In linea di massima si evita di insistere troppo su strade ad alta viabilità e si prevedono anche passaggi all'interno di isole pedonali.
· Si mantiene un comportamento corretto con gli automobilisti: si spiegano le motivazioni (magari con flyer o volantini) e si usa l'ironia. Se un automobilista è particolarmente iroso si evitano ulteriori discussioni e lo si lascia passare in sicurezza. Il nostro nemico sono le automobili e non gli automobilisti.
· Il gruppo si mantiene il più possibile compatto: chi è davanti ricordi che non tutti i partecipanti sono ciclisti professionisti, chi è dietro cerchi sempre di ricucire le "fughe". La compattezza del gruppo rende chiara l'iniziativa e l'inutilità del sorpasso di un singolo ciclista.
· Si cerca di rispettare la segnaletica stradale, ma non a prezzo di spezzare il gruppo
· Si lasciano sempre passare i mezzi di soccorso con le sirene accese.
· Non si invadono le corsi preferenziali riservate ai mezzi pubblici.
· Si cerca sempre di lasciar passare gli autobus e di essere comprensivi con i taxi. La vivibilità delle città passa per un maggiore utilizzo dei mezzi pubblici che quindi non vanno penalizzati.
· In caso di incidente stradale si evitano assembramenti. Restano sul posto il ciclista colpito e un paio di testimoni per la constatazione dei danni e l'eventuale ricorso ai vigili urbani. Il gruppo aspetta il tempo necessario per capire l'evolversi della situazione accostando poco più avanti. Solo se è chiaro ed evidente che non ci saranno problemi ulteriori per il ciclista incidentato si riprende la corsa, lasciando sul posto il ciclista e i testimoni...
· In caso di problemi con la polizia si resta in "massa" evitando inizative personali
· La CM è colorata: l'uso di cartelli, maschere, palloncini, campanelli, strumenti musicali, fumogeni, dischi volanti e quant'altro è altamente consigliato.
· Non esistono volantini ufficiali. L'unico volantino ufficiale è quello che puoi fare tu...

giovedì 20 marzo 2008

IL PESCATORE - Heinrich Boll

In un porto della costa occidentale europea un uomo vestito poveramente se ne sta sdraiato nella sua barca da pesca e sonnecchia.Un turista vestito con eleganza sta appunto mettendo una nuova pellicola a colori nella sua macchina fotografica per fotografare quella scena idillica: cielo azzurro, mare verde con pacifiche, candide creste di spuma, barca nera, berretto da pescatore rosso. Clic. Ancora una volta: clic, e siccome non c’è due senza tre, ed è sempre meglio essere sicuri, una terza volta: clic.Quel rumore secco, quasi ostile sveglia il pescatore mezzo addormentato, che si drizza pieno di sonno, cerca, pieno di sonno, il suo pacchetto di sigarette, ma prima di averlo trovato lo zelante turista gliene mette già un altro sotto il naso, gli ha infilato una sigaretta non proprio in bocca ma tra le dita, e un quarto clic, quello dell’accendino, conchiude quella sollecita cortesia. Quell’eccedenza quasi impercettibile, assolutamente indimostrabile di scattante cortesia ha provocato un irritato imbarazzo che il turista, il quale conosce la lingua locale, cerca di superare entrando in conversazione.Oggi lei farà una buona pesca.Il pescatore scuote la testa.- Perché? Non uscirà al largo? Il pescatore scuote la testa; crescente nervosismo del turista. Deve stargli proprio a cuore il bene di quell’uomo poveramente vestito, e certo lo tormenta il pensiero di quell’occasione perduta.- Oh, lei non si sente bene?Finalmente il pescatore passa dal linguaggio dei segni alla parola articolata. - Mi sento benone, - dice. - Non mi sono mai sentito meglio - . Si alza, si stira come per far vedere l’atleticità del suo fisico. - Mi sento una cannonata.Il volto del turista assume un’espressione sempre più infelice, non può più reprimere la domanda che, per così dire, minaccia di fargli scoppiare il cuore: - Ma allora perché non esce al largo?La risposta arriva subito, asciutta. - Perché l’ho già fatto stamattina.- E’ stata una buona pesca?- Talmente buona che non ho bisogno di uscire un’altra volta, ho preso quattro aragoste, quasi due dozzine di maccarelli…Il pescatore, finalmente sveglio, ora si scioglie e dà qualche rassicurante pacca sulla spalla al turista. La sua faccia preoccupata gli sembra l’espressione di un’ansia magari fuori posto ma commovente.- Ne ho persino abbastanza per domani e dopodomani, - dice per sollevare l’animo dello straniero. - Fuma una delle mie sigarette?- Sì, grazie.I due mettono in bocca le sigarette, un quinto clic, lo straniero si siede scotendo la testa sul bordo della barca, mette da parte l’apparecchio fotografico perché adesso gli servono tutte e due le mani per dare forza al suo discorso.- Io non voglio immischiarmi nei suoi affari privati, - dice, - ma immagini di uscire al largo, oggi, una seconda, una terza, magari una quarta volta e di pescare tre, quattro, cinque, forse addirittura dieci dozzine di maccarelli… se lo immagini un po’.Il pescatore annuisce.- Faccia conto, - continua il turista, - che non solo oggi, ma domani, dopodomani, in ogni giorno favorevole lei esca al largo due, tre, magari quattro volte… Io sa che cosa succederebbe? Il pescatore scuote la testa.- In un anno al massimo lei potrebbe comprarsi un motore, entro due anni una seconda barca, fra tre o quattro anni lei potrebbe forse avere un piccolo cutter, con le due barche o il cutter lei naturalmente pescherebbe molto di più. Un bel giorno lei avrebbe due cutter, e allora… - L’entusiasmo gli strozza la voce per qualche istante. - Allora lei si costruirebbe una piccola cella frigorifera, magari un affumicatoio, più tardi una fabbrica di pesce in salamoia, andrebbe in giro nel suo elicottero personale, scoprirebbe dall’alto le schiere di pesci e lo comunicherebbe via radio ai suoi cutter. Potrebbe acquistare il diritto alla pesca del salmone, aprire un ristorante specializzato in pesce, esportare direttamente a Parigi, senza intermediari, le aragoste; e poi… - Ancora una volta l’entusiasmo impedisce allo straniero di parlare. Scotendo il capo, afflitto nel profondo del cuore, avendo già quasi perso il piacere delle vacanze, guarda le onde che avanzano dolcemente e dove è tutto un allegro guizzare di pesci non pescati.- E poi, - dice, ma ancora una volta l’eccitazione lo rende muto.Il pescatore gli batte sulla schiena come a un bambino a cui sia andato un boccone di traverso.- Che cosa? - gli chiede sottovoce.- E poi, - dice lo straniero con un entusiasmo estatico, - e poi lei potrebbe starsene in santa pace qui nel porto, sonnecchiare al sole… e contemplare questo mare stupendo.- Ma questo lo faccio già, - dice il pescatore, - me ne sto in santa pace qui nel porto e sonnecchio, è solo il suo clic che mi ha disturbato.Il turista così ammaestrato se ne andò via pensoso, perché un tempo anche lui aveva creduto di lavorare per non dover più lavorare un giorno, e in lui non restava traccia di compassione per quel pescatore poveramente vestito, solo un poco d’invidia.
Il nano e la bambola. Racconti 1950 1970, Einaudi

domenica 9 marzo 2008

Auto detersivo per i piatti - proposto dal Pigo















Oggi ho ripetuto l'esperimento, ben riuscito, di fare in casa il detersivo per i piatti.

Ricetta:

Ingredienti:
200 gr di sale grosso;
100 gr di aceto bianco
400 gr di acqua
3 limoni interi con buccia

Procedimento:
• Frullare i limoni e il sale per circa 20 secondi.
• Mettere il composto sul fuoco e aggiungere l'acqua e l'aceto
• Far bollire per 10 minuti sbattendo con una frusta (o frullare nuovamente fino ad ottenere una crema)

Conservarlo in un barattolo di vetro, possibilmente in frigo.
Dosi: due cucchiai nella vaschetta della lavastoviglie o quanto basta sulla spugna per i lavaggi a mano.

La mia opinione? Buono, profumato al limone, funziona bene e diventa più divertente lavare i piatti!!
Unico "inconveniente"? Regolare attentamente le dosi perchè dopo una settimana i limoni cominciano a deteriorarsi.

Auto-sapone per il corpo

Tempo fa abbiamo autoprodotto 3 vaschette di sapone per il corpo, che saranno pronte tra qualche settimana.
A breve la ricetta, le foto che testimoniano i l lieto evento e il racconto dell'avventura!

Manifesto del Movimento per la Decrescita Felice

MANIFESTO DEL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICE

Un vasetto di yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 10 euro al litro, ha bisogno di contenitori di plastica e di imballaggi di cartone, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato.

Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conservanti ed è ricchissimo di batteri.

Lo yogurt autoprodotto è pertanto di qualità superiore rispetto a quello prodotto industrialmente, costa molto di meno, non comporta consumi di fonti fossili e di conseguenza contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, non produce di rifiuti.

Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché lo yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci, sia perché non richiede consumi di carburante, quindi fa diminuire la domanda di merci, sia perché non fa crescere i costi dello smaltimento dei rifiuti.

Ciò disturba i ministri delle finanze perché riduce il gettito dell'IVA e delle accise sui carburanti; i ministri dell'ambiente perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci e non possono più sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell'ottica dello «sviluppo sostenibile»; i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perché non possono più distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; le aziende municipalizzate e i consorzi di gestione rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori degli inceneritori collegati a reti di teleriscaldamento, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gasolio (che devono comprare).

Ma non è tutto.

I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intestinale e fanno evacuare meglio. Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro giornata leggeri come libellule. Pertanto la qualità della loro vita migliora e il loro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perché non devono più comprare purganti. Ma ciò comporta una diminuzione della domanda di merci e del prodotto interno lordo. Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono migliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda comporta dunque anche una diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo.

Ciò disturba una seconda volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Ma non è tutto.

La diminuzione dei rifiuti e della domanda di yogurt e di purganti prodotti industrialmente, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidità del traffico stradale e autostradale. Gli altri autoveicoli possono circolare più velocemente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualità della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburante e si riduce il prodotto interno lordo.

Ciò disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Ma non è tutto.

La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d'incidenti. Questo ulteriore miglioramento della qualità della vita indotto dalla sostituzione dello yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mortuarie, sia le spese per le riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non più riparabili.

Ciò disturba una quarta volta i ministri delle finanze e dell'ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.

Il Movimento per la Decrescita Felice si propone di promuovere la più ampia sostituzione possibile delle merci prodotte industrialmente ed acquistate nei circuiti commerciali con l'autoproduzione di beni. In questa scelta, che comporta una diminuzione del prodotto interno lordo, individua la possibilità di straordinari miglioramenti della vita individuale e collettiva, delle condizioni ambientali e delle relazioni tra i popoli, gli Stati e le culture.

La sua prospettiva è opposta a quella del cosiddetto «sviluppo sostenibile», che continua a ritenere positivo il meccanismo della crescita economica come fattore di benessere, limitandosi a proporre di correggerlo con l'introduzione di tecnologie meno inquinanti e auspicando una sua estensione, con queste correzioni, ai popoli che non a caso vengono definiti «sottosviluppati».

Nel settore cruciale dell'energia, lo «sviluppo sostenibile», a partire dalla valutazione che le fonti fossili non sono più in grado di sostenere una crescita durevole e una sua estensione a livello planetario, ne propone la sostituzione con fonti alternative. Il Movimento per la Decrescita Felice ritiene invece che questa sostituzione debba avvenire nell'ambito di una riduzione dei consumi energetici, da perseguire sia con l'eliminazione di sprechi, inefficienze e usi impropri, sia con l'eliminazione dei consumi indotti da un'organizzazione economica e produttiva finalizzata alla sostituzione dell'autoproduzione di beni con la produzione e la commercializzazione di merci.

Questa prospettiva comporta che nei paesi industrializzati si riscoprano e si valorizzino stili di vita del passato, irresponsabilmente abbandonati in nome di una malintesa concezione del progresso, mentre invece hanno ampie prospettive di futuro non solo nei settori tradizionali dei bisogni primari, ma anche in alcuni settori tecnologicamente avanzati e cruciali per il futuro dell'umanità, come quello energetico, dove la maggiore efficienza e il minor impatto ambientale si ottengono con impianti di autoproduzione collegati in rete per scambiare le eccedenze.

Nei paesi lasciati in stato di indigenza dalla rapina delle risorse che sono state necessarie alla crescita economica dei paesi industrializzati, un reale e duraturo miglioramento della qualità della vita non potrà esserci riproducendo il modello dei paesi industrializzati, ma solo con una crescita dei consumi che non comporti una progressiva sostituzione dei beni autoprodotti con merci prodotte industrialmente e acquistate. Una più equa redistribuzione delle risorse a livello mondiale non si potrà avere se la crescita del benessere di questi popoli avverrà sotto la forma crescita del prodotto interno lordo, nemmeno se fosse temperata dai correttivi ecologici dello «sviluppo sostenibile». Che del resto è un lusso perseguibile solo da chi ha già avuto più del necessario da uno sviluppo senza aggettivi.

Per aderire al movimento è sufficiente

- autoprodurre lo yogurt o qualsiasi altro bene primario: la passata di pomodoro, la marmellata, il pane, il succo di frutta, le torte, l'energia termica e l'energia elettrica, oggetti e utensili, le manutenzioni ordinarie;

- fornire i servizi alla persona che in genere vengono delegati a pagamento: assistenza dei figli nei primi anni d'età, degli anziani e dei disabili, dei malati e dei morenti.

L'autoproduzione sistematica di un bene o lo svolgimento di un servizio costituisce il primo grado del primo livello di adesione. I livelli successivi del primo grado sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e dei servizi alla persona erogati. L'autoproduzione energetica vale il doppio.

Il secondo grado di adesione è costituito dall'autoproduzione di tutta la filiera di un bene: dal latte allo yogurt; dal grano al pane, dalla frutta alla marmellata, dai pomodori alla passata, dalla gestione del bosco al riscaldamento. Anche nel secondo grado i livelli sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e la filiera energetica vale il doppio.

La sede del Movimento per la Decrescita Felice viene stabilita presso... (preferibilmente un'azienda agricola, o un laboratorio artigianale, o un servizio autogestito, o una cooperativa di autoproduzione, una bottega del commercio equo e solidale, ecc.).

09-09-2004 Maurizio Pallante


Biciclettata PER la città il 30 Marzo 2008

Domenica 30 marzo
Biciclettata PER la città


Ore 10.00 partenza da Piazza Bra
Ore 13.30 pranzo al sacco a Villa Buri; musica; animazione per bambini
Ore 17.00 rientro in Piazza Bra

La bicilettata, di una trentina di chilometri pedalati lentamente, toccherà alcuni dei punti dove è in gioco il futuro della città:
- la ZTL
- l’area del traforo
- le cartiere
- i parchi
- gli edifici storici da recuperare
la manifestazione è a sostegno delle 12 proposte dei gruppi ambientalisti veronesi; si dirà del PAT e delle iniziative che possiamo adottare per promuovere l’idea di una città migliore.

Amici della bicicletta
Associazione culturale Il Carpino
Comitato cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle
Italia nostra
LegambienteWWF

BEN ARRIVATO!!!!

Nasce il blog del "GRUPPO DI LETTURA SULLA DECRESCITA" di Verona che si tiene tutti i giovedì sera dalle 18.45 alle 19.30 presso il "Caffè Letterario" della Libreria Rinascita - Corso Portoni Borsari 32, Verona.

Abbiamo scelto di impostare lo sfondo di un colore scuro perchè è stato dimostrato che una pagina di colore scuro consuma il 25% in meno di una pagina bianca. Questo perchè i pixel neri risultano quasi spenti, e quindi il monitor consuma meno, risparmiando energia.